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Mammacheblog, dove i papà contano

14 Maggio 2015
Papà bloggers al Mammacheblog

Il papà blogger

Fare il papà vuol dire affrontare la sfida dell’essere genitore, vuol dire assumersi la responsabilità di un altro essere umano e questa sarà di certo l’esperienza di vita che ti cambierà definitivamente.

Me lo sono sentito dire parecchie volte quando mia moglie ha annunciato di aspettare Filippo. All’avvicinarsi del grande momento i ritornelli e gli avvertimenti che per mesi erano rimasti nella vaghezza delle leggende metropolitane, si erano fatti talmente vicini da sembrare quasi una minaccia.

La tua vita cambierà definitivamente. Niente più aperiviti quindi, niente tiratardi con gli amici o weekend improvvisati o domeniche strappate alla routine casalinga. Dal giorno più bello tutto si sarebbe trasformato in una sorta di girone dantesco degno dei migliori racconti di Poe.

Eppure, nessuno mi aveva prospettato quello che sarei andato a fare proprio lo scorso venerdi. Nessuno. E il mio destino l’ho incontrato solo una volta superata la boa di non ritorno, quando ormai ero davanti al banco checkin per quello che per me avrebbe segnato uno stupendo salto progesteronico nel mondo infinito delle mamme.

La ragazza di FattoreMamma mi accoglie con un – eccolo il papà! – e i presentimenti crollano sulla mia testa con il risultato di una doccia fredda senza preavviso. Sarei stato solo con un numero indecrifrato di mamme inferocite, iper competitive, con la fame che neanche al Giro d’Italia sul Pordoi.

Faccio un passo indietro, uno in avanti, balbetto qualcosa e mi ritrovo a scrivere il mio nome sul badge dell’evento MammaCheBlog.

Mamme in rete

MammaCheBlog è l’evento per eccellenza del mondo delle mamme blogger, anche papà a questo punto aggiungerei. Un evento, un luogo, un momento in cui le mamme che hanno intrapreso la strada del web 2.0 si possono incontrare, fare rete e ricevere spunti formativi da esperti del settore.

Abbiamo lavorato due giorni al Palazzo delle Stelline di Milano. Si, esatto, lavorato, e neanche poco.

Due giorni a tratti intensi, mai banali, spesso emozionanti, dove ho capito cosa vuole dire essere una mamma blogger. Si perché la mamma blogger non è una semplice mamma, la potrei definire una mamma+. Dove il più indica la sua capacità di trasmettere, realizzare, emozionare attraverso la rete diventando cosi punto di stimolo per tutte le altre mamme lettrici.

La mamma blogger diventa influencer, sposta l’attenzione, rinnova interesse su argomenti che sembrano consolidati. Perché anche se le mamme sono esistite da sempre, non si smette mai di imparare cose nuove e oggi più che ieri, il mondo della maternità si rinnova ad un ritmo quasi tecnologico.

L’evento

L’evento è stato sapientemente diviso in due parti, quasi bisognasse discernere tra l’essere un po’ mamma e un po’ blogger. La prima giornata più improntanta agli aspetti tecnici del cosa-vuol-dire essere una blogger. Dal SEO, passando per Google Analytics per arrivare infine ad incontri di approfondimento sull’uso delle immagini per comunicare nel web e qualche chiacchera con i big del settore (vi dice qualcosa Salvatore Aranzulla?).

Da papà che lavora nel mondo dell’informatica vi posso dire che il livello dei workshop non aveva nulla da invidiare ad altre conferenze di livello in altri settori di business.

Le seconda giornata ha portato invece il qualcosa in più, un momento di famiglia e condivisione emozionale dove i più piccoli hanno trovato spazi di lavoro e creatività con laboratori e spazi gioco. C’era anche Winnie The Pooh, quello vero, a dimostrazione di quanto l’evento fosse di attrattiva.

Ero un papà in mezzo alle mamme blogger e mi è piaciuto. Ma non perché l’evento in se fosse ben organizzato, il team di Fattore Mamma preparato e accogliente, i relatori di livello e competenti. No. Mi è piaciuto essere in mezzo a quelle strane, ipercompetitive (cit. La Pina!) mamme blogger.

Il papà spalla

Da quel persistente chiacchericcio su maternità, bimbi, pannolini e omogenizzati, con l’incredibile mix di wordpress e seo, ho capito che le mamme blogger non sono solo mamme e non sono solo blogger. Che li in mezzo non si respirava solamemte l’aria di chi voleva qualcosa in più, ma voleva inanzitutto trasmettere qualcosa in più.

Perché la maternità non è qualcosa da tenere chiusa in una stanza, ne tanto mento nell’intimità sottile e velata che racchiude la mamma e la sua prole. La maternità nella seconda decade di questo incredibile millennio è qualcosa che va condivisa, quasi fosse uno strumento di collaborazione e un unica grande mente pensante. Le mamme di oggi devono parlare, capire senza remore e per farlo hanno bisogno di loro, le mamme blogger (plus plus aggiungerei!).

E noi papà?

Già e noi?

Non stiamo alla finestra e diamo una mano a queste eroine della web maternity di oggi giorno. Perché, anche se da papà ho serie difficoltà a capire come riescano a fare tutto, a lavare, pulire, accudire, crescere i nostri figli e poi anche a trovare il tempo di parlarne. Una cosa è di fatto una certezza, tutti i super eroi hanno bisogno di una spalla e anzi, senza di quella non vanno da nessun parte.

E fare la spalla a una mamma è una cosa che a cui tutti i papà dovrebbero aspirare.

Riferimenti

http://www.mammacheblog.com/

http://www.mammacheblog.com/socialfamilyday/

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