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L’attesa dell’attesa – Il tunnel dei test

26 Ottobre 2015
L'attesa dell'attesa

Quest’estate, a Riccione, mentre io e mio marito cercavamo disperatamente di fare addormentare Filippo, abbiamo fatto un giretto in libreria. Pessima scelta perché credo di aver rimesso a posto più libri io che le commesse a fine turno alla vigilia di Natale. Filippo ama i libri e deve toccarli tutti!! Però……

Mentre ero lì, tra lo sconforto e l’ilare, mi sono imbattuta in un libro: copertina rosa, che già attira noi donne romantiche e una cicogna disegnata in copertina. Non poteva non essere mio! Un libro sull’attesa dell’attesa, per quando in attesa non sei, ma vorresti tanto esserlo. Un libro per sorridere, sentire che anche altri hanno vissuto le tue stesse esperienze e per avere utili consigli. L’autrice, Silvia Colombo, è una farmacista, specializzata in naturopatia, omeopatia e fiori di Bach, che racconta un po’ la sua storia ed esperienza nella ricerca, a volte affannosa, a volte ridicola e a volte anche snervante della cicogna (lei ha due figlie, quindi c’è speranza!!).
Perché alla fine chi non ha fatto vari test di gravidanza, pur essendo praticamente certa di non essere incinta? Chi non ha provato i vari test di ovulazione o preso la temperatura basale (io a questo non sono ancora arrivata, ma manca poco!!!). L’autrice lo chiama il “TUNNEL”. Il tunnel è fatto di dubbi: “avrò  fatto il test troppo presto?”, “la marca é quella giusta?” , per non parlare poi dell’ora in cui farlo e se compaiono piccole perdite: “potrebbero essere perdite d’impianto?” E via col test, che se solo si aspettasse qualche ora arriverebbe il ciclo a sfatare ogni mito.

Sicuramente chi li produce ringrazia e ama lo spirito tra lo speranzoso e l’impaziente di noi donne, ma il nostro portafoglio e soprattutto il nostro umore ricevono, parafrasando il Liga, un “colpo al cuore e un colpo all’anima”.


Si passa un mese carichi di sogni e aspettative, che poi cadono a picco in pochi attimi. Sfido chiunque a far finta di niente e rimanere bella giuliva e serena. La cameretta tutta rosa che avevamo già disegnato e quel paio di scarpine erano già nostre, come può essere che si debba ripartire tutto da capo e per una meta sconosciuta. Chi ce lo dice, infatti, che il mese dopo andrà meglio?

E poi c’è chi dice: “non ci pensare, più ci pensi più non arriva?”. Questa è la frase peggiore, perché come si fa a controllare l’arrivo di un pensiero, di un desiderio, di una speranza. Non si può!!

Tutti sognano, progettano, vogliono e quando i progetti non seguono le nostre idee un po’ di frustrazione c’è.

Per quanto mi riguarda, ad esempio, dove sono finiti i due bambini, con pochi mesi di differenza che crescono insieme? Uno ce l’ho, ma manca il secondo e per i miei desideri la differenza di età é già tanta ( Filippo ha 17 mesi, per qualcuno sarò pazza!). Quindi devo riformulare il desiderio o si sbriga ad arrivare questa cicogna?

Intanto cerco di risolvere qualche piccolo problema col ciclo, che forse ostacola il mio concepimento. Avevo già raccontato che avevo un ciclo preceduto da spotting molto lungo e molto noioso. Ne avevo ricercato la causa su internet e quello che avevo scoperto è stato poi confermato dal mio ginecologo. Alla base del problema vi sarebbe una carenza di progesterone, l’ormone che si innalza nella seconda fase del ciclo (la fase luteale) e che precipita bruscamente con l’arrivo delle mestruazioni, quando l’endometrio si sfalda. Se si hanno perdite prima del ciclo, vuol dire che i livelli di progesterone non sono sufficienti a mantenere intatto l’endometrio, ma non sono neanche così bassi da far arrivare le mestruazioni vere e propri. Da lì si interviene quindi con una cura a base di progesterone, che è quella che sto seguendo io tra il 16 e il 25 giorno dopo il ciclo. Sono ora al secondo mese della cura ( dovrò farla per tre mesi).

Non ci resta che vedere cosa accadrà. Del resto ogni problema ha una soluzione, è solo questione di tempo e di dare una aggiustatina ai propri progetti! Fosse facile!!

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