Mamma

I miei primi quarant’anni

7 marzo 2018

E così sono arrivati questi quarant’anni un po’ temuti, un po’ immaginati, ma soprattutto molto vissuti.

Abbandonare gli enta un po’ mi spaventa. Ho sempre pensato ai quarantenni come persone mature, un po’ in là con l’età, praticamente già sulla via del tramonto.

E non volevo accettare che in realtà mi ci stavo avvicinando.

Forse perché mio marito ha quattro anni meno di me (e qualche commento maligno ci sarà stato), forse perché io non mi sento proprio una quarantenne e forse perché quando li hai, cambia il modo di vedere la vita, ma io questi “anta” non me li sento proprio.

Ho quarant’anni, ma nello spirito e nel corpo sono ancora una ragazzina. Sogno gioco, mi entusiasmo, desidero conoscere, esplorare, fare scoperte ancora come vent’anni fa.

Certo il mio corpo è cambiato, porta i segni di due meravigliose gravidanze e di una finita troppo presto. Non lo cambierei con quello di prima, perché quel corpo non aveva conosciuto il miracolo della vita che cresce dentro di te.

Non mi interessa più la perfezione estetica, ma la ricchezza interiore. Mi piace essere alla moda, curata, ben vestita, ma non credo che la corsa spasmodica al chilo in meno o all’ultimo vestito griffato mi renderebbero felice.

Se mi guardo indietro, questi quarant’anni li vedo tutti. Sorrido. Sorrido di me bambino dolce, timida, tranquilla, che amava le barbie e che voleva fare la maestra.

Mi vedo poi ragazza, sempre con un libro in mano, gli amici, i primi amori, l’università, la prima laurea e la seconda.

E non ho sbagliato a laurearmi due volte, sono stata determinata, caparbia, curiosa, ho portato avanti gli studi fino alla fine e ci sono riuscita. Ho studiato molto e ho ottenuto ciò che volevo, perché io sono così, determinata.

E poi c’è la vita che dà e toglie, che ti mette alla prova e ti fa rialzare e io sono orgogliosa di dire che mi sono rialzata più forte e sicura di prima.

Poi sono arrivati loro, la mia famiglia, la mia gioia, la mia vita e con loro la pienezza e la completezza.

Ringrazio il giorno che ho incontrato mio marito e ringrazio la vita per questo dono.

Dopo di lui tutto è cambiato e non tornerei indietro, tale è la felicità che ho trovato.

Negli anni ho imparato a capire chi sono, cosa voglio, e come vorrei diventare. Perché c’è sempre un nuovo obiettivo da raggiungere a venti come a quarant’anni, solo che a quarant’anni hai una sicurezza e un bagaglio che a venti non hai.

Perciò ventenni fatevi in là, noi saremo le “anziane”, ma viviamo il periodo più bello della vita, quello della realizzazione.

 

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