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Disneyland? Cinque domande per sapere se sei pronto per andarci

29 agosto 2018
Cinque domande per capire se sei pronto per Disneyland

Ti sei mai chiesto se sei una persona da Disneyland o meno? Credo un pò tutti si facciano questa domanda, presto o tardi, quando hanno bambini, o anche no.

Siamo tutti più o meno fan di un cartone o un film Disney e tutti prima poi nella vita ci sentiamo chiedere: sei mai stato a Disneyland?

Ho letto un pò di tutto sull’argomento: chi osteggia a priori, chi commenta quelli che ci vanno, chi semplicemente ci va, quelli che ‘per me è la Mecca’ e bisogna andarci almeno una volta nella vita. Io onestamente non so a quale categoria appartengo, ma so di per certo, che dopo sei visite nei diversi parchi Disney, beh posso dire la mia.

E di una cosa sono certo: Disneyland non è per tutti.

E te sei pronto per andarci? Ecco 5 brevi domande per scoprire se sei adatto o no.

Guardi i cartoni o i film Disney?

Certo, ormai la Disney detiene una buona fetta delle produzioni cinematografiche di largo consumo, cartoni animati e fumetti. E’ quindi difficile non imbattersi in uno dei loro prodotti (alias personaggi e storie). Ce ne sono talmente tanti e per ogni gusto, che davvero alzi la mano chi non ha visto nell’ultimo anno almeno qualcosa firmato dal topo più famoso al mondo.
Ecco, se nonostante tutto, la televisione, il cinema e i fumetti sono per te sconosciuti. Se il tuo unico canale TV è Rainews 24 oppure Raisat Gamberosso. Beh, insomma forse non mi addentrerei in un parco Disneyland senza conoscienze. Disneyland richiede preparazione, altrimenti potrebbe facilmente trasformarsi da Paese delle Meraviglie ad un racconto di Edgar Allan Poe.

Sei sufficiente motivato per andarci?

Disneyland è un’esperienza, non è un semplice posto addobbato con ricostruzioni teatrali di qualità. Insomma un pò ci devi credere. Devi apprezzare la magia della trasposizione in carne ed ossa di un topolino parlante o di una principessa che ti saluta dalla carrozza.

            Se per te sono semplicemente bravi attori, se Topolino equivale a Peppa Pig e dentro c’è solo un poverino costretto a comportarsi in maniera buffa per i bambini. Allora no, meglio di no.

Sei pronto a sgomitare?

Su questa domanda, tutti si scontrano e si incontrano. Siamo tutti d’accordo sul fatto che i luoghi molto frequentati, per non dire affollati, sono sempre stressanti, stancanti e di base evitabili.

Ma qua siamo nel paese delle meraviglie ed è anche meraviglioso a vedersi (lo so che qua mi insulterete, ndr) quante persone siano disposte a perdercisi. Insomma, a Disneyland c’è confusione, è inevitabile, e per quanto il parco stesso cerchi di risolvere la questione in tutti i modi. Bisogna saperci convivere.

Se fai fatica a sopportare la coda al supermercato e per te le casse veloci sono max 2 pezzi. Se quando vai la bar alla mattina, attendere il caffé vuol dire arrivare al banco e trovare la tazzina già pronta e il caffé fumante. Ecco, Disneyland potrebbe trasformarsi nell’incubo più completo. Ti sembrerebbe di essere finito nel girone infernale dei frettolosi, condannati  a fare la coda per l’eternità.

Disneyland è un luogo per tutti?

Se pensi che Disney mette insieme brand come Disney Junior, Guerre Stellari, Marvel, Indiana Jones, Pixar. E’ veramente un putpurri di personaggi, storie e intrattenimento, e c’è davvero l’imbarazzo della scelta. La fabbrica dei sogni, quella creata del vecchio Walt, è stata capace di differenziare e crescere a dismisura negli ultimi 30 anni abbracciando persone di tutte le età e generi.

Questo cosa vuol dire? Facile, Disneyland è un luogo frequentato da persone talmente diverse che fa quasi impressione vederle insieme. Ho visto bambini urlanti vestiti da cowboy vicino a nerd della prima generazione con la maglietta di Star Wars firmata da Mark Hamill. Bambine vestite da principesse e appassionati di fumetti in coda per un selfie con il Cap (Capitan America, ndr). Tutti hanno le buone ragioni per essere qui. Quindi non stupitevi se dovete condividere il ristorante con famiglie numerose e rumorose oppure dovete dare la precedenza in coda a mamme in dolce attesa o bambini sul passeggino. Se siete allergici ai bambini, se per voi la Star Wars Convention è il santuario, Disneyland lo passerei e mi concentrei su eventi più di settore.

E qui il tasto dolente. Il budget. Sei pronto a sentir girare la testa?

Se sei un sognatore, se ti piace, se ti fai catturare, Disneyland sa regalare emozioni, qualche sospirato ‘oh!’ e tanti ricordi. In cambio, non ti chiede l’anima (o quasi), ma una buona dose di moneta corrente. Sogni per soldi? Poco romantico vero?

Il bello, la cosa veramente trasparante è che non lo nasconde. Che costa tanto, lo si capisce subito e se sfugge ad una prima occhiata, si fa presto a capirlo (guardate le recensioni dei ristoranti del parco su Tripadvisor).

Non pensate che un soggiorno nel luogo della magia per eccellenza possa essere low cost. Se lo fate, e potete farlo (ho visto commenti agghiaccianti sul tema), vi troverete a lamentarvi tutto il tempo come un anziano che non trova da sedere sul filobus a Milano all’ora di punta di fianco al cantiere di una stazione della metro in costruzione.

Guardate bene i prezzi, le offerte (ce ne sono sempre) e le opzioni per dormire e mangiare dentro e fuori i parchi Disney. Anche gli ingressi spesso hanno sconti, valutateli sempre e non prendete mai il primo che passa il convento.

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